Man’s Land

Man’s Land prende vita sulla confluenza dei tre fiumi che attraversano la città di Torino, il Po, la Dora e lo Stura. Un tempo i fiumi erano i luoghi di elezione dove gli antichi facevano sorgere le città. Lungo queste rive, infatti, hanno trovato rifugio centinaia di migranti provenienti per lo più dall’Est Europa. Qui, in un’area specifica, hanno costruito baracche di lamiere e cartone. In un’oasi di vegetazione fitta e disordinata, dove trovano riposo svariate razze di uccelli migratori, hanno trovato il posto in cui vivere e far crescere i propri figli. Con l’acqua del fiume cucinano e lavano loro stessi e i loro indumenti.
Sulla stessa riva, appena finita la lunga schiera di baracche, sorgono negli anni ’60 un centianio di orti abusivi. A costruirli furono un gruppo di vecchi migranti che arrivarno dalle campagne del sud ed est Italia per lavorare alla Fiat. Un vero dopo lavoro. Con un organizzazione perfetta ed usando materiali di riciclo, definiscono il perimetro delle “proprietà”, costruiscono baracche per gli attrezzi e forni per cucinare la domenica con la famiglia. Mangiano i frutti del loro lavoro, dati dalla terra rigogliosa che sia affaccia sul fiume.

Questo non è un racconto di denuncia ma la storia di una terra e delle persone che l’hanno eletta come propria.

Man’ Land è pubblicato nel libro “Il Futuro del Mondo Passa da Qui” (vd. sezione Books) ed è stato premiato al Kuala Lumpur PhotoAward e inserito nel catalogo e nella mostra.

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